Principi

1

Il piano di transizione avrà due scopi: da una parte il contenimento del riscaldamento entro 1,5 gradi nel minor tempo possibile (in coerenza con gli obiettivi ben illustrati dall’IPCC) e dall’altra la creazione di nuovi posti di lavoro in una economia più equa e distributiva, con massima attenzione all’inclusione e resilienza sociale. Questo piano è allo stesso tempo un piano per il clima e un piano per le persone.

2

Creare resilienza, contrastare la crisi ecosistemica, ripristinare salubrità e sicurezza dei territori è considerato importante tanto quanto la riduzione delle emissioni.

3

Questo progetto è indipendente, non legato a nessun partito specifico e intende coinvolgere ogni settore della società. Il processo e il coordinamento del piano quindi saranno indipendenti e radicati nella società civile. Il progetto si chiamerà Rinascimento Green e sarà composto da una coalizione informale di partecipanti impegnati a sviluppare una grande consultazione popolare, creare il piano e fare pressione affinché venga adottato, si tratta di un coordinamento unito da una serie di principi e metodi condivisi.

4

Si riconoscono nell’educazione e nella discussione due componenti fondamentali per creare consapevolezza e fare pressione affinché un piano per un Green New Deal diventi una priorità per la politica.

5

La stesura del piano metterebbe insieme competenze tecnico-scientifiche e input che vengono dalla società civile.

6

Questo sarà il contributo del nostro paese, ma tutti nel mondo devono fare la propria parte; da decenni è chiaro che il petrolio fa male all’ambiente così come alla società che a causa sua ha promosso e subito guerre. La stessa cosa vale per il gas. Si chiede dunque la cessazione immediata dei sussidi pubblici alle energie fossili e la ridestinazione di questi a politiche inclusive di giustizia sociale e climatica.

7

La transizione, soprattutto in questi primi fondamentali anni, deve avvenire attraverso tecnologie esistenti, sostenibili e collaudate, siccome abbiamo poco tempo non possiamo perderlo usando la scusa di attendere la soluzione da ricerche ed esperimenti. Molte delle tecnologie e delle soluzioni necessarie esistono già, mancano la volontà e le giuste politiche per realizzarle.

8

Nessuna scelta può essere compiuta in favore di una popolazione e contro un’altra

9

L’impianto tecnico-scientifico del lavoro (che contiene le linee guida e i paletti all’interno dei quali tenere il dibattito) è stato definito ed è consultabile sul sito di Rinascimento Green .
Non possiamo accettare, nell’ambito del dibattito, posizioni di apertura a tecnologie che non possono essere ritenute in alcun modo alleate della transizione (come termo-valorizzazione dei rifiuti o ricorso alla fissione nucleare “perché non emette CO2”). Analogamente, non possiamo accettare un rifiuto aprioristico rispetto alle soluzioni tecnologiche ritenute fondamentali per il perseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione (come eolico off-shore, agri-fotovoltaico, impianti a biogas o bio-metano, spesso oggetto di sindrome Nimby); rispetto a queste sarà invece importante, piuttosto, discutere di come arrivare alla localizzazione degli impianti, di come promuovere processi decisionali e partecipativi, di come pretendere una pianificazione territoriale che tenga conto delle caratteristiche e delle vocazioni locali, senza perdere di vista gli obiettivi complessivi.