Archivio · Marzo 2021
Progetto di Lustro
Chiediamo un Rinascimento Green! Da anni chiediamo ai governi una svolta verso una società più giusta e sostenibile, per le persone e per l’ambiente. Troppo spesso le ragioni economiche sono state il pretesto per rimandare un cambiamento necessario e urgente.
Il contesto
Oggi che i soldi ci sono, non ci sono più scuse.
Con il Recovery Fund l’Europa ha messo a disposizione una massiccia iniezione di denaro: un’opportunità unica, che chiedeva scelte coraggiose, visionarie e lungimiranti. Per noi c’era una sola direzione: curare gli interessi della “next generation”, che alla fine pagherà gran parte dei debiti economici, sociali e ambientali accumulati fino a oggi.
Per questo diverse realtà della società civile hanno sentito il bisogno di dire la loro sui progetti da finanziare. Il Progetto di Lustro è nato così: un documento scritto a più mani nell’autunno 2020, firmato da un grande e variegato gruppo di organizzazioni e presentato nel marzo 2021.
Chiedeva che i fondi andassero solo a progetti lungimiranti e coraggiosi, capaci di:
- ridurre le emissioni che alterano il clima;
- garantire partecipazione;
- creare equità sociale e lavoro dignitoso, nel rispetto delle persone e dell’ambiente;
- tutelare la salute pubblica e il territorio;
- costruire resilienza sociale e ambientale;
- tutelare le minoranze e l’equilibrio di genere.
L’obiettivo era poter misurare, dopo cinque anni, se il Paese era andato avanti davvero: trasporto pubblico, sanità accessibile, scuola, filiere sostenibili, meno disuguaglianze.
Le proposte
Cinque progetti faro.
Meno emissioni, meno spesa per l’energia
Efficienza di case e sistema produttivo, reddito energetico, comunità energetiche
Superbonus più ambizioso, riqualificazione di almeno il 30% dell’edilizia popolare e degli edifici pubblici, almeno 1.000 MW di fotovoltaico condiviso contro la povertà energetica.
Un altro modo di produrre e consumare
Industria, imprese e agricoltura: filiere ed economia circolare
Industria 4.0 con al centro innovazione verde e sostenibilità; azzerare i 19 miliardi di sussidi dannosi per l’ambiente; almeno il 40% dei campi a biologico; impianti per trasformare scarti e rifiuti in nuove materie prime.
Muoversi meglio, senza inquinare
Mobilità elettrica e più ferrovie
1.150 nuovi treni regionali, metro e tram; 1.500 km di ferrovie regionali in più, soprattutto al Sud; merci su rotaia fino al 30%; 500 km di tram e metro e 5.000 km di percorsi ciclabili nelle città.
Scuole e università sicure e moderne
Investimenti in ricerca e riqualificazione
Almeno metà degli edifici scolastici resi antisismici ed efficienti, 5 milioni di alberi intorno alle scuole, digitalizzazione in tutto il Paese, più ricerca e carriere trasparenti.
Territori sicuri e resilienti
Ristoro dei territori inquinati e a rischio idrogeologico
Bonifica di almeno il 30% dei siti inquinati di interesse nazionale e regionale, infrastrutture verdi contro il dissesto, 50 milioni di alberi, aree marine protette aumentate del 50%.
Obiettivi da raggiungere entro cinque anni.
Come usare i fondi
Cinque principi per il Recovery Fund.
- TrasparenzaUn sistema digitale accessibile a tutte e tutti per seguire le spese, sapere chi riceve i fondi e lo stato dei progetti: monitoraggio pubblico contro corruzione e infiltrazioni mafiose.
- Un piano coordinatoValutare le proposte dentro un piano generale, rafforzando nella Pubblica Amministrazione le competenze per seguire i progetti e i loro progressi.
- Monitoraggio civicoCoinvolgere cittadinanza ed esperti nel controllo delle spese e nelle misure contro l’emergenza climatica, anche con assemblee cittadine estratte a sorte, sul modello francese.
- InclusioneLavoro dignitoso e almeno metà delle risorse per colmare il divario di genere, come chiede la campagna europea #halfOfIt; spazio a giovani e fasce più fragili.
- ResilienzaInvestire con lungimiranza in una società resiliente, dal punto di vista ecologico e sociale, pronta ad affrontare eventi climatici sempre più frequenti.
Il lavoro del Governo
Cinque linee guida.
- SaluteMettere al centro la salute come bene primario: più medicina del territorio, assistenza domiciliare, personale stabile.
- Conservazione e ristoro ambientaleUn ambiente da valorizzare, recuperare e proteggere, in industria, commercio, turismo e città.
- Investire nel SudColmare il ritardo nelle infrastrutture fisiche e digitali, con opere a basso impatto e tecnologie moderne.
- Aree interne e piccoli comuniAscoltare le vocazioni di territori dove vivono circa 13 milioni di persone e collegarli al resto del Paese.
- Equità socialeRidurre le disuguaglianze e garantire a ogni persona la possibilità di partecipare alla vita economica, culturale, politica e sociale.